Salmone selvatico o di allevamento?

salmone-affumicatoAlcuni studi hanno indagato sul livello di contaminanti presenti nel salmone da allevamento rispetto al salmone selvatico. Il salmone da allevamento dell’Atlantico si è rivelato più inquinato ma anche più ricco in omega-3 rispetto al salmone selvatico del Pacifico. Obiettivo di questo studio è stato valutare se le alte concentrazioni di omega-3 nel salmone da allevamento potessero bilanciare gli effetti nocivi degli inquinanti. È stata eseguita un’analisi quantitativa di rischio/beneficio, valutando il rischio cancerogeno e non cancerogeno correlato all’esposizione ai contaminanti organici nel salmone, rispetto ai benefici derivanti dall’assunzione degli acidi grassi omega-3 contenuti nello stesso. Un consumo di salmone che garantisca la dose giornaliera raccomandata di omega-3 può essere tranquillamente raggiunto mantenendo un livello accettabile di rischio non cancerogeno. Viceversa la quantità di salmone consumata deve essere inferiore per mantenere basso il rischio cancerogeno, non garantendo però, in questo caso, le dosi giornaliere raccomandate di omega-3.

In conclusione il rischio di esposizione ai contaminanti del salmone è parzialmente annullato dalla presenza degli omega-3, tuttavia, le categorie più esposte a un’eventuale azione tossica dei contaminanti (donne gravide, bambini), dovrebbero consumare preferibilmente il salmone meno inquinato, o assumere gli omega-3 da altre fonti.

Foran JA, Good DH, Carpenter DO, Hamilton MC, Knuth BA, Schwager SJ.
J Nutr. 2005 Nov;135(11):2639-43

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