5 pasti al giorno, tolgono il medico di torno….

Le raccomandazioni nazionali e internazionali sono pressoché concordi nel consigliare di suddividere l’apporto energetico della giornata in 5 diversi pasti, 3 principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio.

Gli studi che hanno valutato finora l’associazione tra frequenza di consumo dei pasti e obesità non hanno tuttavia condotto a risultati del tutto univoci, soprattutto a causa delle diverse metodologie utilizzate e della diversa definizione di “occasione di consumo”.
Il numero medio di pasti assunti quotidianamente è stato stimato, grazie all’analisi dei diari alimentari, per 1700 bambini con età compresa tra 9 e 10 anni, 1034 dei quali erano normopeso mentre 666 presentavano obesità centrale (definita come rapporto tra circonferenza vita e altezza maggiore di 0,46 nei maschi e maggiore di 0,45 nelle femmine). Il numero medio di pasti rilevati è risultato pari a 4,3, senza differenze tra i due gruppi. Tuttavia ogni incremento di un’occasione di consumo al giorno è risultato associato ad una riduzione del peso corporeo (-2,4%), dell’indice di massa corporea o BMI (-1,0%), dello z-score (cioè quante deviazioni standard un valore si trova sopra o sotto la media) del BMI (-33%) e della circonferenza vita (-0,6%) nei bambini normopeso, ma non negli obesi.
In entrambi i gruppi, coloro che consumavano più pasti assumevano una dieta con un profilo nutrizionale migliore, rispetto a coloro che erano nel quintile inferiore per frequenza di consumo dei pasti, e, ad esempio, anche una prima colazione caratterizzata da un minore apporto energetico (-14% e -10% per i normopeso e per i bambini con adiposità centrale rispettivamente), meno grassi (-18% per i due gruppi) e maggiori livelli di assunzione di carboidrati (+9% nei normopeso e +10% negli obesi). Infine i bambini normopeso che dichiaravano una maggiore frequenza dei pasti assumevano snack più sani (in termini di consumo di frutta verdura) e praticavano più attività fisica intensa.
I risultati di questo studio mostrano quindi che l’aumento delle occasioni di consumo durante la giornata si associa ad un miglioramento del peso e dei livelli di adiposità nei bambini normopeso e suggeriscono che le raccomandazioni finalizzate alla prevenzione dell’obesità infantile sulla qualità della dieta e sull’importanza dell’attività fisica siano accompagnate dall’indicazione al consumo regolare dei pasti, con particolare attenzione alla prima colazione e agli spuntini di metà mattina e di metà pomeriggio.

Jennings A, Cassidy A, van Sluijs EM, Griffin SJ, Welch AA.
Obesity (Silver Spring). 2012 Jul;20(7):1462-8. doi: 10.1038/oby.2012.72. Epub 2012 Mar 22

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