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Le mandorle riducono lo stress ossidativo
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Le mandorle riducono lo stress ossidativo

aprile 2009 

Jenkins DJ, Kendall CW, Marchie A, Josse AR, Nguyen TH, Faulkner DA, Lapsley KG, Blumberg J.J Nutr. 2008 May;138(5):908-13

L’efficacia della frutta secca nel ridurre l’incidenza di malattie coronariche è stata dimostrata in numerosi studi di coorte che hanno considerato i consumi di mandorle, noci, pistacchi, nocciole, ed è stata associata soprattutto all’effetto sulla colesterolemia , oltre che alla componente lipidica ricca in acidi grassi monoinsaturi e, per le noci, in un acido grasso omega 3, l’acido alfa linolenico (ALA).

Sulla base di questi dati la Food and Drug Administration americana ha concesso di indicare sulle confezioni di frutta secca o di cibi che la contengono, le proprietà protettive cardiovascolari di questi alimenti, nell’ambito di una dieta povera di Grassi saturi e di Colesterolo. Per le mandorle, oltre alla riduzione della colesterolemia, è stata riportata la capacità di ridurre i livelli di LDL ossidate. In questo studio canadese è stato valutato l’effetto del consumo di mandorle su alcuni markers di stress ossidativo. In particolare è stato proposto che la riduzione del rischio di malattie coronariche associata alle mandorle, molto ricche di antiossidanti fenolici, soprattutto a livello della cuticola, e valida fonte di vitamina E, possa essere ascritta anche alla capacità di ridurre il danno ossidativo su lipidi, proteine e lipoproteine. Per lo studio, randomizzato e cross-over, sono stati reclutati 27 soggetti anziani (uomini iperlipidemici e donne in post-menopausa), che hanno consumato mandorle sotto forma di barrette per un mese. Alla fine delle 4 settimane sono stati misurati come indicatori di stress ossidativo, la malondialdeide sierica (MDA) e l’escrezione urinaria di isoprostani. La dose più alta di mandorle (73 ±3 g/die) ha abbassato i livelli di MDA, mentre entrambe le dosi di mandorle testate (73 e 37 g/die) hanno ridotto la secrezione urinaria di isoprostani della stessa  o del entità. Non si è invece osservato alcun aumento dell’alfa gamma-tocoferolo, e quindi di vitamina E, nel plasma, in accordo a studi precedenti. Questi risultati documentano quindi il potenziale Antiossidante delle mandorle che, insieme all’effetto favorevole sul profilo lipidico, può spiegarne l’efficacia nel ridurre il rischio cardiovascolare.